Blog Post

Il Padre nostro e il libero arbitrio

Il Padre nostro e il libero arbitrio

L’introduzione della nuova formulazione italiana del Padre Nostro della Chiesa cattolica apostolica romana offre l’opportunità di una riflessione di carattere generale e pone una questione relativa alla scelta temporale della modifica.

Nella preghiera, insegnata da Gesù nei Vangeli (Matteo e Luca), la frase “Non ci indurre in tentazione” diventa: “Non abbandonarci alla tentazione”.

La spiegazione della variazione sembra essere che Dio non può indurci in tentazione, essendo infinitamente buono, mentre la tentazione è opera diabolica, satanica, demoniaca dalla quale Dio deve salvare l’essere umano non abbandonandolo alla subdola opera del Maligno.

L’operazione sposta ulteriormente l’attenzione dal vero significato del testo greco, derivante dai testi evangelici di Luca e Matteo, rendendolo incomprensibile.

Tale spostamento, come vedremo, è perfettamente coerente con la riformulazione del Gloria.

Per quanto riguarda il “Gloria”, infatti, la vecchia formula: “Pace in terra agli uomini di buona volontà” viene sostituito dalla nuova formulazione: “Pace in terra agli uomini, amati dal Signore”. 

Il Dio della Bibbia diventa un filantropo universale poco divino e la sua trasformazione ha pesanti riflessi, come cercherò di dimostrare, sulla libera volontà dell’essere umano anelante alla sua essenza, di confrontarsi responsabilmente con le prove della vita che, stando all’Antico e al Nuovo testamento, Dio stesso propone in continuazione. Per continuare la lettura attiva il link Il Padre nostro e il libero arbitrio

About Silvano Danesi

Related Posts

One thought on “Il Padre nostro e il libero arbitrio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *