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Quale libertà?

Quale libertà?

Ultimamente sembra che a pochi o a nessuno stia a cuore. Pare che la libertà sia un accessorio di minore importanza, qualcosa che se c’è è meglio, sennò va bene lo stesso.

Recentemente ho incontrato un vecchio compagno di lotte del passato, una persona con la quale ho condiviso molte battaglie per la giustizia, contro la corruzione, per la protezione del Patrimonio Storico, per rendere più degna di questo nome la sanità pubblica nella nostra realtà locale; abbiamo avviato programmi per l’educazione medio-ambientale nelle scuole, abbiamo insegnato ad anziani e famiglie come leggere la bolletta della luce per non farsi truffare e scegliere piani più efficienti, tra mille catene umane per bloccare la distruzione di monumenti naturali e non. Abbiamo organizzato conferenze e dibattiti a non finire per sensibilizzare l’opinione pubblica circa questi temi e mille altre cose.

L’altro giorno lo incontro in un mercato e gli chiedo: “beh, hai visto, dicono che forse torneranno a imporre un nuovo lockdown in Spagna”. La sua risposta mi ha raggelato il sangue nelle vene: “mah, sai che ti dico, io ho un bel giardino, un grande orto, io a casa sto bene; chiamo una ragazza che ci sta e me la godo un mesetto, così sto in pace”. Volevo piangere.

Con un enorme sforzo di buona volontà (forse) posso anche (è solo una remota possibilità) arrivare a capire un atteggiamento del genere in Spagna, dove ancora non sanno esattamente cosa voglia dire “democrazia”, nonostante definiscano tale, ovvero democratico, il loro attuale ordinamento (si pensi che il consiglio superiore della magistratura è eletto dai politici: i controllati eleggono i controllori). Dopo tutto per allestire questa parvenza democratica hanno atteso la morte fisica del dittatore, poi hanno riposto i manganelli e gli assassini lungo il ciglio delle strade e li hanno sostituiti con cravatte di “gente per bene”. Si può capire che non abbiano idea circa l’importanza di difendere la libertà, sono ancora profondamente “franchisti dentro”.

Però nel mio Paese di origine, la terra dei partigiani che hanno dato il sangue per difendere la libertà, gente di ogni colore politico; la terra dei nostri avi che ci hanno regalato la gioia di vedere potersi laureare in medicina i figli dei nostri contadini analfabeti, dove abbiamo sudato generazioni per garantire le stesse opportunità a chiunque, dove abbiamo preso le armi per difenderci e sconfiggere il totalitarismo, ebbene in quella mia terra, proprio non posso capire come la maggioranza delle persone siano così obnubilate dalle campagne mediatiche terroristiche di giornali e tv da non avere letteralmente più bisogno della libertà.

Se qualcuno tenta di far ragionare la gente sulla idiozia della strategia del terrore dei “positivi asintomatici”, contraria agli insegnamenti fondamentali di medicina di base secondo i quali uno è malato secondo la manifestazione di sintomi (cioè non si può definire malato un asintomatico), provando a far lavorare il cervello degli interlocutori si viene definiti “negazionisti” o, peggio ancora, rapportati ai terrapiattisti, un vero insulto all’intelligenza.

Perché? Perché si sono bevuti così facilmente la gigantesca operazione di marketing finalizzata a vendere miliardi di dosi di fantomatici vaccini (fantomatici perché ancora non esistono e che hanno provocato gravi malattie ad alcuni degli incauti soggetti volontari)? Come hanno potuto cadere in questa trappola sciocca? Credo di saperlo.

Ho provato a chiedere in giro chi ricorda di aver letto Fahrenheit 451 o 1984 di Orwell: uno su mille. Chiedevo se sapessero descrivere il Ministero delle Verità e lì ho capito: c’è stato chi l’ha definito come “l’organizzazione ministeriale che coordina il comitato scientifico del covid”. Giuro, c’è stato chi ha risposto così. E tutto sommato, considerando che questo mondo scellerato sta prendendo decisioni insensate in base ai positivi a un test non specifico per il covid-19 e che ha una percentuale d’errore del 40% (cioè quasi la metà dei risultati sono falsi), tutto sommato quel signore che equipara il “Ministero delle Verità” al “comitato scientifico”, tutti i torti non credo li abbia.

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