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LA PANDEMIA CHE CI TOGLIE LA DEMOCRAZIA

LA PANDEMIA CHE CI TOGLIE LA DEMOCRAZIA

Il settimanale statunitense The Nation ha rivelato un documento riservato del ministero della Difesa Usa, datato 6 gennaio 2017. A riportarlo è “Protocollo Contagio”, documentato saggio del giornalista Franco Fracassi. Nel documento si legge: “La minaccia più probabile e significativa è una nuova malattia respiratoria, in particolare un nuovo virus influenzale. E quando accadrà ci sarà una preoccupante scarsità di respiratori, di mascherine e letti di ospedale”.

Il rapporto, scrive Franco Fracassi, è intitolato “UsnorthCom Branch Plan 3560: influenza pandemica e risposta alle malattie infettive”.

L’intelligence occidentale, dunque, temeva, evidentemente sulla scorta di indagini accurate, che quanto è poi accaduto potesse verificarsi.

Documenti, simulazioni di pandemie non mancano negli anni precedenti al Coronavirus.

Lo sapevano i governi? Evidentemente potevano saperlo. Qualcuno si è preoccupato? No. In Italia, ad esempio, si è proseguita la politica avviata da Monti dei tagli drastici alla sanità pubblica.

Ci sono molte domande che messe assieme costituiscono un gigantesco punto interrogativo e molti fatti che, messi assieme, fanno pensare ad una terzo conflitto mondiale giocato con lo schema cinese della guerra senza limiti.

Arrivata la pandemia, guarda caso le mascherine sono diventate un business colossale per i cinesi, ma anche per un mondo finanziario che controlla aziende sanitarie e dell’indotto, non ultime alcune di quelle del Dragone.

Fracassi scrive che Shi Xinghui, direttore di una delle tante aziende cinesi che producono mascherine FFP2 E FFP3, ha rivelato: “Una macchinetta per mascherine è una vera stampante per contanti. Chi produce mascherine è come se stampasse denaro. E’ l’unica valuta corrente in questo momento nel mondo”.

“I principali produttori di tessuto soffiato a fusione si trovano in Cina, India e Stati Uniti. Senza tessuto soffiato a fusione niente mascherine sanitarie e niente protezione dal coronavirus”.

“Protocollo contagio”, di Franco Fracassi, è una coraggiosa ricostruzione degli scenari che attorniano la vicenda del Coronavirus e ci aiuta a capire. Il saggio parte da Wuhan, da dove, ed è ormai cosa nota per tornarci sopra, è partito il virus e dai silenzi colpevoli delle autorità cinesi, dal silenzio dell’Oms (per accondiscendere la narrazione cinese) nonché dai silenzi e dalle omissioni dei governi occidentali, compreso, ovviamente, quello che continua a governare il Bel Paese.

Interessante ricordare quanto riporta Fracassi a proposito della dichiarazione di Gérerd Araud, ex direttore degli affari strategici preso il ministero degli Affari esteri francese, il quale dice: “Era qualche anno che temevamo che i cinesi stessero cercando di sviluppare un programma di ricerca sulle armi biologiche”.

Non solo. Altro particolare importante. Il laboratorio di Wuhan non è stato costruito secondo i criteri di sicurezza, tanto è vero, scrive Fracassi, che “alla fine, l’azienda leader mondiale dell’ingegneria e delle costruzioni per l’industria dell’energia, la Technip, avrebbe rifiutato di certificare l’edificio”.

Franco Fracassi affonda il coltello nella piaga della deforestazione e dello scioglimento dei ghiacci, che sono stati per millenni la nostra protezione dai virus, non senza ricordare che la Cina ha un sistema industriale e commerciale che è “il principale fagocitatore mondiale di legname delle foreste pluviali”. Non solo, ma che il Sud-est asiatico ha perso dal 1990 al 2020 una quantità di alberi pari alla superficie dell’Italia.

Giunto al quarto capitolo Fracassi si occupa del dottor Albertus Dominucus Marcellinus Erasmus Osterhau, detto Ab, e di Margareth Chan Fung Fu-chun, da Ab conosciuta a Hong Kong e divenuta sua sodale. Fu il dottor Ab che proclamò il pericolo della pandemia aviaria, facendo macellare milioni di polli e consentendo alle case farmaceutiche Roche e Glaxo-SmithKline di incassare miliardi con il vaccino anti aviaria. Fracassi mette a nudo gli interessi di Ab con le case farmaceutiche e la degenerazione dell’Oms, sempre più prona agli interessi dei privati.

Nel frattempo Margareth Chan Fung Fu-chun ha scalato tutti i gradini dell’Oms, contribuendo alla privatizzazione della stessa a vantaggio di Big Pharma.

Nell’Oms sono arrivati i fondi delle grandi case farmaceutiche: Senovi Aventis, GlaxoSmithKline, Pfizer, Novartis e di tante altre che, scrive Fracassi, appartengono allo stesso padrone: “la triade di wall Street, le tre aziende più ricche e potenti del pianeta, tutte e tre azioniste l’una dell’altra, tutte e tre con buona parte dei membri dei rispettivi consigli di amministrazione identici, tre società che messe insieme” valgono un quarto dell’intera ricchezza mondiale.

Chi sono le tre sorelle? BlackRock, Vanguard e State Street.

Poi, oltre alle case farmaceutiche, c’è Bill Gates, con la Bill & Melinda Gates Foundation e e con Gavi (Alleanza globale per i vaccini e l’immunizzazione).

Fracassi ricostruisce, con dovizia di particolari, la galassia finanziaria che gestisce il vasto mondo della sanità, dalla farmacia al tessuto soffiato, dai vaccini a cliniche e ospedali e ne evidenzia i mille tentacoli.

Il centro di tutto il problema è dato dalla citazione un ragionamento, tanto protervo, quanto inquietante di Larry Fink, il “Mago di Oz”, ossia uno dei maggiori protagonisti della finanza internazionale: “La democrazia, così come l’abbiamo intesa finora, si è dimostrata un disastro. La democrazia non è in grado di gestire il mondo. Ci ha portato alla distruzione del pianeta, ha portato guerre, ha portato incapacità decisionale e incapacità di visione da parte dei governi. Ha portato al sovrappopolamento del Pianeta. Ha portato alla creazione di un’enorme massa di poveri ignoranti, che non fanno altro che perpetuare questo sistema democratico e distruggere tutto. Il mondo, l’economia, la politica, dovrebbe essere gestito da chi è capace, da chi è visionario, da chi sa. Se un Paese non è in grado di gestire la propria economia arriviamo noi. Ci pensiamo noi a creare ricchezza, a creare futuro”.

E’ del tutto evidente che la finanza internazionale ha un obiettivo preciso: eliminare la democrazia e sostituirla con un governo di pochi pastori che gestiscono il vasto gregge della popolazione mondiale. Per questi obiettivi sono perfettamente funzionali le dittature e le religioni che predicano la sottomissione. E non è un caso, a questo punto, che la Chiesa cattolica si sia ritrovata un papa che, dietro la maschera del misericordioso aiuto a tutti i poveri del mondo, privilegia il rapporto con la Cina e con l’Islam.

Tutto si tiene e noi, gregge da guidare e da sacrificare, ci teniamo un virus che fa parte di una vasto piano per determinare un cambiamento epocale nella libertà degli esseri umani sul pianeta.

© Silvano Danesi

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