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DALL’UMANESIMO AL TRANSUMANESIMO: L’ESTINZIONE DELL’UMANITÀ E’ IN CORSO.

DALL’UMANESIMO AL TRANSUMANESIMO: L’ESTINZIONE DELL’UMANITÀ E’ IN CORSO.

E’ in corso il tentativo di passare dall’umanesimo al transumanismo, cammuffato da un “nuovo umanesimo”, che è l’estinzione dell’Umanità. 

Di Silvano Danesi

In questo scorcio di inizio del terzo millennio, l’essere umano è disorientato e rischia di essere costretto nello spazio tempo della sua vita terrena, schiavo di illusioni transumananti. Il transumanesimo è il virtuale surrogato dell’anima e dello spirito.

La ciber securiy, la psyop, le tecniche di dominio cognitivo, sono lo strumento di una deriva transumanante al servizio di un gruppo di potere formato da Big Tech, Big Pharma e Big Money. Non a caso chi è allineato con le logiche del transumanesimo si proclama assertore di un “nuovo umanesimo”, che del transumanesimo e la mascheratura, e intende appropriarsi degli strumenti che possono concretizzare un disegno che ha radici nell’Ottocento e nel Novecento dello scorso millennio in ambienti antidemocratici e totalitari.

Combattere questa deriva è un compito immane, ma necessario, in quanto siamo in presenza di teorie che rischiano di snaturare l’essere umano e, conseguentemente l’Umanità intera.

Il virtuale al posto dell’animico e dello spirituale apre le porte ad una religione cibernetica, perfettamente funzionale alla finanza, che è, a sua volta, la virtualità dell’economia reale. 

Il confronto in atto non è solo politico, geostrategico, finanziario; è di mutamento antropologico.

La cibernetica e la genetica stanno diventando sempre più invasive della sfera relativa all’essenza dell’essere umano.

Le applicazioni della cibernetica sono arrivate ad un punto cruciale.

Cibernetica deriva dal greco kybernḗtēs, dal significato di pilota di nave e, oggi, in discussione, da parte dell’avanzare della cibernetica, è proprio il pilota che, in altri termini, è il complesso conoscitivo, sensoriale e coscienziale dell’essere umano, a partire dal suo cervello.

Il vascello, ossia il corpo umano, nella sua complessità omeostatica, è oggi messo a dura prova dalla genetica che, se da un lato lo aiuta a risolvere molte malattie, dall’altro lo può modificare nella sostanza. La genetica, infatti, è arrivata al codice.

Un esempio eclatante viene dalla Cina, che starebbe conducendo esperimenti su esseri umani, nello specifico membri dell’Esercito Popolare di Liberazione, al fine di sviluppare soldati che possano vantare capacità biologiche che superino anche quelle del più addestrato soldato, qualcosa che, in fin dei conti, abbiamo visto solo in qualche film di fantascienza o di supereroi. Per ottenere questo scopo i cinesi starebbero utilizzando la tecnologia CRISPR, una delle tecnologie di manipolazione genetica tra le più avanzate, ma anche tra le più discusse. In campo medico la tecnologia CRISPR viene usata per modificare i genomi e, ad oggi, è uno degli strumenti genetici più importanti in assoluto. Lo strumento può essere utilizzato per alterare in maniera relativamente facile le sequenze di DNA e ciò ha portato a molte applicazioni, tra le quali la correzione di difetti genetici e il contrasto e la prevenzione di malattie che vedono proprio nei geni le loro cause principali. Le preoccupazioni riguardano soprattutto eventuali applicazioni che si possono fare di questa tecnologia per modificare i geni al fine di aumentare le prestazioni di una persona o modificare le sue caratteristiche genetiche per scopi non medici.

Il cosmismo nuova religione della Silicon Valley

Del cosmismo scrive il saggista americano Douglas Rushkoff, conduttore del podcast NPR-One Team Human, il quale nei suoi interventi e nei suoi saggi studia come le nuove tecnologie contengano spesso un’agenda antiumana. “L’equivalente russo della spiritualità NewAge – scrive Douglas Rushkoff – era rappresentato dai praticanti del cosmismo, una forma di gnosticismo nata dall’enfasi data all’immortalità nella tradizione ortodossa russa”.

Sin dai primi anni Sessanta, il cosmismo è approdato in America con la fondazione dell’Esalen Institute, un luogo di ritiro molto frequentato da coloro che hanno costruito le fortune della Silicon Valley.

A fondare l’Esalen Institute sono stati, nel 1962 Dick Price e Michael Murphy e sin dai primi anni ’80 la moglie di Murphy, Dulce, ha guidato un programma di scambi culturali con l’Unione Sovietica, chiamato Esalen Soviet American Exchange Program. 

Il pensiero unico, l’idea di un’Umanità senza radici e senza patrie (i luoghi dei padri, degli antenati), senza storia e senza tradizioni, così come l’idea di un “nuovo umanesimo” che fa la pari con l’idea sempre coltivata dai totalitarismi dell’uomo nuovo, sono la frontiera della sfida del Terzo Millennio. Una frontiera sulla quale si combattono due distinti fronti: quello dell’Essere Umano e quello dell’Uomo Nuovo Transumanizzato.

Il transumanismo ha profonde radici  nel cosmismo, una corrente filosofica sviluppatasi in Russia a partire dall’Opera comune di Nikolaj Fëdorov (1829-1903) e la cui caratteristica principale è l’idea di “evoluzione attiva” o “evoluzione autodiretta” della razza umana, con una visione ottimista sui destini e le potenzialità sconfinate dell’umanità, una mirabile fede nell’evoluzione e nello sviluppo inevitabili della conoscenza umana.

Gli aderenti del cosmismo credono che gli uomini siano destinati a diventare un fattore decisivo nell’evoluzione cosmica, conquistando, trasformando e perfezionando l’universo, sconfiggendo la malattia e la morte, e infine generando una razza umana immortale.

Con il termine “Cosmismo”, coniato verso gli anni settanta del XX secolo, s’indica un vasto movimento culturale nato e sviluppatosi in Russia a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Una corrente che unisce filosofi, scienziati ed artisti, che amalgama elementi radicati nella tradizione spirituale dell’anima russa con la scienza e la tecnica occidentale moderna. Una corrente sorprendentemente creatrice, fertile ed eclettica, che è stata capace di partorire ed influenzare alcune delle più importanti personalità russe del novecento, cresciuto in quell’humus culturale unico da cui è germogliata anche l’altra grande rivoluzione del tempo, l’ «assalto al cielo» del bolscevismo, influenzandosi reciprocamente. Le idee di Fëdorov ebbero influenza su Dostoevskij, Tolstoj, Solovev.

Durante il periodo sovietico, specialmente nei primi anni rivoluzionari, questa corrente scientifico-filosofica-religiosa ricevette la stima, l’appoggio e l’entusiasmo non solo nella ristretta cerchia dei ricercatori scientifici, ma anche di personalità politiche che a volte sopprimendo, a volte alimentando una tendenza che parve quasi occultista, se ne resero in qualche modo protagonisti.

Storicamente è con il lavoro culturale di Aleksandr Gorskij (1886-1943) e Nikolaj Setnitskij (1888-1937) che ebbe inizio la transizione dal fedorovismo puro al cosmismo.

Il cosmismo – con le sue idee forza dell’“evoluzione attiva” e delle potenzialità cosmiche dell’umanità – è comunque una filosofia universale, e come tale lo è anche la sua eredità. Non sorprende quindi di ritrovare richiami al cosmismo anche in altre parti del mondo. Per esempio il ‘Manifesto Cosmista’ dello statunitense Ben Goertzel. In esso sono contenute 10 tesi cosmiste.

Manifesto Cosmista di Goertzel.

1) L’umanità si fonderà con la tecnologia, rapidamente ed in modo sempre più esteso e profondo. Questa è una nuova fase dell’evoluzione della nostra specie, che sta cominciando ad essere evidente ai nostri giorni. La divisione fra il naturale e l’artificiale sarà prima sfumata, e poi sparirà. Alcuni di noi continueranno ad essere umani, ma con un’espansione radicale e crescente delle opzioni disponibili, ed una diversità e complessità radicalmente aumentate. Altri cresceranno fino a divenire nuove forme di intelligenza, molto al di là del dominio umano.
2) Svilupperemo tecnologie di intelligenza artificiale cosciente e mind uploading. Il mind uploading permetterà di estendere indefinitamente la vita di quelli che sceglieranno di lasciarsi la biologia alle spalle (uploads). Alcuni uploads sceglieranno di fondersi con altri uploads e con intelligenze artificiali. Questo richiederà un ripensamento e una riformulazione della nozione di identità personale, ma saremo capaci di farvi fronte.
3) Raggiungeremo le stelle, e ci espanderemo nell’universo. Incontreremo altre specie nel cosmo, e ci fonderemo con loro. Potremmo anche raggiungere altre dimensioni dell’esistenza, oltre quelle di cui siamo attualmente consapevoli.
4) Svilupperemo realtà sintetiche interoperabili (mondi virtuali) capaci di contenere esseri coscienti. Alcuni uploads sceglieranno di vivere in mondi virtuali. La divisione fra realtà fisiche e sintetiche sarà prima sfumata, e poi sparirà.
5) Svilupperemo tecnologie di ingegneria spazio-temporale ed una “magia futura” basata sulla scienza, molto al di là delle nostre attuali comprensione ed immaginazione.
6) L’ ingegneria spazio-temporale e la magia futura permetteranno di realizzare, attraverso la scienza, molte delle promesse delle religioni—e molte cose meravigliose che nessuna religione ha mai sognato. Un giorno saremo capaci di resuscitare i morti “copiandoli al futuro”.
7) La vita intelligente diverrà il fattore principale nell’evoluzione del cosmo, e guiderà questo nelle direzioni volute.
8) Radicali progressi tecnologici ridurranno drasticamente la scarsezza delle risorse materiali, in modo da rendere possibile un’abbondanza di ricchezza, crescita ed esperienza, per tutte le menti che così desiderano. Nuovi sistemi di auto-regolazione emergeranno per mitigare la possibilità che la mente esaurisca, oltre ogni controllo, le vaste risorse del cosmo.
9) Nuovi sistemi etici emergeranno, basati su principi che includeranno la diffusione di gioia, crescita e libertà nell’universo, e anche su nuovi principi che non possiamo ancora immaginare.
10) Questi cambiamenti miglioreranno in modo fondamentale l’esperienza soggettiva e sociale degli esseri umani, delle nostre creazioni e dei nostri successori, portando a stati di consapevolezza personale e condivisa le cui meravigliose vastità e profondità andranno molto al di là dell’esperienza dei “vecchi umani”.

Nuovi umani senza umanità

Il pericolo della disumanizzazione era presente già presente nella denuncia profetica di alcuni scrittori, come Orwell e Isaac Asimov, il quale nei suoi scritti di fantascienza (che oggi non appare più tanto fanta) scrisse le tre leggi della robotica, pubblicate per la prima volta nel 1942, nel racconto “Circolo vizioso”, apparso sulla rivista specializzata statunitense Astounding Science Fiction.

Nei romanzi dello scrittore russo-americano, le tre leggi della robotica governano il comportamento dei cosiddetti robot positronici, macchine create per servire l’uomo, dotate di sistemi di sicurezza per non nuocergli.

Si tratta di principi rigidi, da non trasgredire, teorizzati per rassicurare l’umanità sulle buone “intenzioni” dei robot. Vediamo cosa dicono:

Prima Legge: “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che a causa del proprio mancato intervento un essere umano riceva danno”.

Seconda legge: “Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani purché tali ordini non contravvengano alla prima legge”.

Terza legge: “Un robot deve proteggere la propria esistenza purché questo non contrasti con la prima e la seconda legge”.

Successivamente l’autore di “Io Robot” ne aggiungerà una quarta, superiore per importanza a tutte le altre, ma valida solo per gli automi più sofisticati, definita legge zero: “Un robot non può recar danno all’umanità e non può permettere che, a causa di un suo mancato intervento, l’umanità riceva danno”.

La deriva del disumanesimo e le radici naziste

La deriva del disumanesimo presenta anche aspetti di modificazione dell’essere umano che derivano dall’ideologia eugenetica nazista, come quella operata nel progetto Lebensborn. “Lebensborn – scrive Ingrid Von Oelhafen – è un’antica parola tedesca che significa “sorgente di vita”, travisata e distorta dall’eugenetica nazionalsocialista”.[1]

Le teorie giustificazioniste dell’utero in affitto ricordano il progetto Lebensborn, con il traffico di bambini rubati alle famiglie e ritenuti razzialmente trasformabili in tedeschi di pura razza ariana. L’idea che i figli possano essere sradicati dalle famiglie con leggerezza non è figlia di nessuno, ma ha le sue radici nel cosmismo, nel transumanesimo e nel nazismo, così come è di stampo nazista l’idea di costruire esseri umani a piacimento, scegliendo alla banca dati ovociti e spermatozoi per depositarli in una donna ridotta a fattrice per soddisfare gli egoismi di chi può permettersi di usare i soldi per fare qualsiasi cosa.

Il nazismo non è finito con la fine del Terzo Reich.

Con l’organizzazione Odessa e con la complicità del “corridoio francescano”, il nazismo ha semplicemente trasferito in America latina gran parte della sua organizzazione e ha continuato a elaborare la sua ideologia dell’uomo nuovo della razza pura.

Cile Brasile, l’Argentina di Peron e di Videla e della Guardia de Hierro, sono stati luoghi sicuri per i gerarchi nazisti e per la continuazione degli esperimenti eugenetici.

In particolare l’Argentina è stata il fulcro dell’accoglienza degli emigrati nazisti. “Schematizzando, si può dire – scrive in proposito Guido Caldiron – che le zone [prescelte] furono quattro: la Selva misionera che offriva sicurezza per la sua posizione lungo le frontiere con Paraguay e Brasile; la valle di Calamuchita e le grandi sierre di Córdoba, nel centro del Paese e con piccole comunità in un paesaggio alpino come – fra le altre – Santa Rosa de Calamuchita, La Cumbrecita e Villa General Belgrano; la regione che circonda San Carlos de Bariloche, fra laghi e montagne e a un passo dalla frontiera con il Cile; infine, le località a nord della capitale federale: Villa Ballester, El Palomar, Olivos, San Isidro, Vicente López, Florida e San Fernando”.[2]

Con la connivenza dell’Argentina, del Brasile, del Paraguay il dottor morte dei campi di sterminio nazista, Josef Mengele, continuò a fare i suoi esperimenti sui gemelli e sulla clonazione degli esseri umani.

La Guardia de Hierro, nata sulla falsariga di quella del nazista rumeno Corneliu Zelea Codreanu, è un punto essenziale di riferimento per la comprensione di quanto è andato maturando in Argentina, anche in tempi recenti.

Sir Henry Sire, docente universitario e storico, nonché cavaliere dell’Ordine di Malta, con lo pseudonimo di Marcantonio Colonna, ha scritto nel suo testo: “Il Papa dittatore”, che Francesco è “la trasposizione ecclesiastica di Peron” e lo descrive come peronista, non marxista e estraneo alla teologia della liberazione e più incline alla “teologia del popolo” che alla scuola marxista.

Jorge Mario Bergoglio entra in seminario nel 1958 e è consacrato sacerdote nel 1969. Nel 1971 è Maestro dei novizi, ma coniuga questo suo incarico con il “sostegno alla Guardia de Hierro”, gruppo a quel tempo impegnato a favorire il ritorno di Peron dall’esilio.

Sir Henry Sire trae la notizia dal biografo di Francesco, Austen Ivereigh, il quale, a proposito della vicinanza di Bergoglio alla Guardia de Hierro parla di “sostegno spirituale”. Resta il fatto che la Guardia de Hierro argentina si ispira all’omonimo gruppo rumeno fondato dal nazista Codreanu. La Guardia di Ferro (in romeno Garda de Fier) è, infatti, la denominazione data da Corneliu Zelea Codreanu alla branca armata del movimento da lui fondato negli anni Trenta del XX secolo. 

Nel 1973 ritorna Peron a ottobre e a luglio dell’anno successivo muore. Gli succede la moglie Isabel, che scatena una repressione violenta contro i guerriglieri sostenuti da Cuba, fino alla sua destituzione con il golpe militare messo in atto la notte del 24 marzo 1976 dalle forze armate con il supporto esterno degli Usa e durato fino al 30 ottobre 1983.

Sono gli anni delle torture, delle squadre della morte, dei desaparecidos.

Jorge Mario Bergoglio è padre superiore dell’Argentina dal 31 luglio del 1973 al 1979. Nel 1979  partecipa al vertice della Celam ( Consiglio espiscopale latino americano) ed è fra coloro che si oppongono decisamente alla teologia della liberazione, sostenendo la necessità che il continente latino-americano faccia i conti con la propria tradizione culturale e religiosa. Nasce così l’idea della Grande Patria latino americana, che ancora oggi ispira la linea anti europea e anti Usa di Bergoglio. Anche in questo caso la coerenza vorrebbe che ci si ricordasse che le radici della Patria latina sono state strappate con la violenza dei conquistadores nel nome di Cristo. Ma questi, evidentemente, sono particolari secondari.

Considerati i precedenti di Bergoglio, Sir Henry Sire si chiede cosa abbia determinato il suo passaggio alle attuali posizioni. “Il grande enigma che dobbiamo affrontare – scrive  Sir Henry Sire – è la sua conversione nell’uomo che la parte liberale della Chiesa, e in particolare il gruppo di San Gallo, ha trasformato nel suo uomo guida”.

La risposta potrebbe stare nel fatto che il Gruppo di san Gallo, guidato dal cardinal Martini, costituito dai prelati della linea “progressista” della Chiesa, ha costituito il nucleo centrale del pacchetto di cardinali che ha eletto Bergoglio. Del Gruppo di san Gallo era membro autorevole il cardinal Silvestrini, il realizzatore della scuola di pensiero che si è strutturata a Villa Nazareth, dove ha insegnato anche l’attuale segretario di Stato del Vaticano, autore principale degli accordi con la Cina.

L’Italia cavia del progetto globalista del Grande Reset

Bergoglio è una figura chiave per capire quanto sta accadendo, soprattutto in Italia.

L’Italia, grazie anche alla linea politica del Vaticano del papa argentino, è infatti divenuta il laboratorio di sperimentazione delle teorie globaliste del Grande Reset voluto dalla finanza internazionale, teorizzato dal World Economic Forum di Davos e dai Guardiani del capitalismo inclusivo e che ha come braccio armato la Cina del regime dittatoriale comunista di Xi Jimping.

La Chiesa di Bergoglio è in prima linea nell’attuazione di un progetto autoritario, antidemocratico e liberticida come quello voluto dal WEF di Davos.

Coerentemente con la linea globalista, il Vaticano, l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, ha ufficializzato la partnership con il Council of inclusive capitalism voluto da Lynn Forester de Rothschild, definita la Papessa della Chiesa, e membro di un gruppo di multimiliardari che gestisce 10 trilioni di dollari, chiamato “Guardiani per un capitalismo inclusivo”.

Lynn Forester Rothschild, moglie di uno dei massimi esponenti della famiglia, Evelyn Rothschild, è stata la consigliera e l’eminenza grigia di Hillary Clinton e consigliera di Bill Clinton.

Lynn Forester de Rothschild è, infatti, stata coinvolta nel mondo della politica del Partito Democratico alla fine degli anni ’70 quando ha lavorato alla campagna del 1976 del senatore falco Daniel Patrick Moynihan (Dem-NY), insieme a neoconservatori ormai famosi come Elliott Abrams. È stata anche presentata al suo secondo marito, Evelyn de Rothschild, da Henry Kissinger in una conferenza del Bilderberg (altro santuario del Nuovo Ordine Mondiale).

Il Vaticano ha inoltre inviato un messaggio di elogio a Klaus Schwab, presidente del World economic forum e teorizzatore del Great Reset.

È del tutto evidente che Bergoglio ha scelto di stare con la Cina dittatoriale e con chi, in Occidente, vuole distruggere la democrazia e la libertà.

La linea di Bergoglio è sempre più evidentemente alleata della finanza internazionale e con i suoi seguaci italiani ha trasformato l’Italia in una cavia da sperimentazione delle teorie del WEF.

Il sito di Strategie Economiche (https://www.strategieeconomiche.com/) ci avverte che : “Il caso ha voluto che l’Italia fosse il primo laboratorio sul campo dove per la prima volta verranno applicati molti dei principi del WEF in programmi attuativi concreti portati avanti da un governo nazionale” e ciò sta avvenendo attraverso il Recovery Fund, che viene definito “il primo esperimento in cui un governo pianificherà per davvero una rivoluzione in stile WEF in molti campi strutturali del Paese”.

Nelle pieghe nascoste del “nuovo umanesimo” disumanizzante, non si nasconde solo l’orwelliana presenza del Grande Fratello in veste algoritmica, ossia la follia di trasformare l’essere umano in una macchina immortale, ma anche il fondo razziale eugenetico nazista, la follia cosmista del transumanesimo e un progetto teso a ridurre l’umanità in una massa amorfa di consumatori, da dominare non solo nel corpo, ma anche nell’anima.


[1] Ingrid Von Oelhafen e Tim Tate, I figli segreti di Hitler, Newton Compton

[2] Guido Caldiron, I segreti del Quarto Reich, Newton Compton

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