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I NUOVI ELETTI DEL DIO DELLA TRANSUMANZA CHE È TRANSUMANANZA.

I NUOVI ELETTI DEL DIO DELLA TRANSUMANZA CHE È TRANSUMANANZA.

Di Silvano Danesi

L’attuale aspro confronto, a livello mondiale, tra una tribù elitaria, della quale è a capo un dio uno e trino plutocratico, costituito da Big Money, Big Tech e Big Pahrma e una vasta popolazione, che la tribù elitaria vorrebbe ridurre a un gregge di consumatori senza radici, ripropone, come è normale che sia, il rapporto tra due archetipi: quello nomade pastorale e quello sedentario dei coltivatori, ben rappresentato dal mito di Caino e Abele.

In Genesi 4 si legge:”Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo». Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono! Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato. Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden. Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio. A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech. Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l’altra chiamata Zilla. Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame. Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto. Zilla a sua volta partorì Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naama. Lamech disse alle mogli: «Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamech, porgete l’orecchio al mio dire: Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamech settantasette». Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché – disse – Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l’ha ucciso». Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore”.

In questo passo della Bibbia è del tutto evidente che il dio pastorale della tradizione nomadica preferisce i doni di Abele, ossia le greggi, a quelli di Caino, ossia i prodotti della terra. E’ la storia antica tra nomadi e stanziali, con la narrazione dei nomadi che attribuisce agli stanziali il peccato orribile dell’uccisione del fratello.

Abele è morto, ma sarà sostituito da Set, il quale darà vita ad una progenie di nomadi ai quali il dio pastorale guarderà con benevolenza.

La narrazione biblica però ci dice anche cosa ha fatto Caino, il quale ha dato vita ad una progenie che comprende Iabal, un allevatore stanziale, Iubal, un artista e Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. Chi ha occhi aperti per intendere il rapporto tra questi nomi e la tradizione, intenda.

Dal racconto biblico, evidentemente di parte, in quanto il dio biblico è quello dei nomadi pastori erranti,  si evince che Caino ha dato vita ad una progenie di lavoratori e di artisti, mentre Set ha proseguito la linea pastorale nomade.

Anche anticamente la narrazione non rispettava la realtà storica, in quanto ha trasformato una condizione umana in una colpa. Il nomadismo non coltiva, ma transuma, va di terra in terra e oltre la terra (trans humus), conquista, sfrutta e lascia, per passare oltre.

Diverso dal pastore è l’allevatore, il quale custodisce e alleva e nutre il proprio bestiame con i prodotti della lavorazione della terra.

Nel dna del pastore nomade non ci sono radici, terre dei padri e i suoi dèi sono celesti, in quanto guarda alle stelle per avere cognizione della direzione del suo cammino. Nel dna dell’allevatore, del fabbro, dell’artista, ci sono le radici; c’è la terra, ci sono le storie degli avi: gli Antenati da onorare.

I nuovi nomadi sono i membri delle élite globaliste, i nuovi eletti del dio della transumanza, che ora si nutre di transumananza (cosmismo).

Il piano di un governo globalista della società, con l’obbiettivo di mettere in atto una pedagogia di massa, accompagnata da un controllo degno delle profezie di Orwell, conduce, se stiamo a quanto ha scritto Popper, alla tirannia e al totalitarismo, in quanto il piano di governo della società (educazione del cittadino, ecc.) conduce ad un’identificazione della società con lo Stato (in questo caso con il Nuovo Ordine Mondiale) e l’esigenza di condurre a “buon fine” l’esperimento induce a tacitare dissensi e critiche, comprese le critiche ragionevoli e quindi al controllo delle menti.  “Ma questo tentativo di esercitare il potere sulle menti – scrive Popper – inevitabilmente distrugge l’ultima possibilità di scoprire che cosa pensi veramente la gente, ed è evidentemente incompatibile con il pensiero critico. In ultima analisi tale tentativo deve per forza distruggere la conoscenza; e quanto più aumenterà il potere, tanto maggiore sarà pure la perdita di conoscenza”. [i]

La costituzione di un’élite di governo ripropone il concetto di società chiusa, ossia tribale, così come acutamente asserisce lo studio di Karl R. Popper, “La società aperta e i suoi nemici”, laddove egli sostiene il concetto, del tutto condivisibile, che “la democrazia fornisce una struttura istituzionale che permette non solo l’attuazione di riforme senza violenza, ma anche l’uso della ragione in campo politico”.[ii]

Il tentativo elitario in atto trae la sua origine dall’esperimento pitagorico che ha fatto da paradigma alle teorie platoniche e a quelle successive da queste derivanti, le quali si appoggiano sul concetto di “popolo eletto”, che emerge dalla forma tribale della vita sociale e dall’esempio di società antica, dalla quale Platone trasse il suo modello che Popper chiama “il Gran Mito di Sparta”.

L’ottimo Stato di Platone è uno Stato di casta, ove la classe dirigente governa il suo gregge o armento umano.

“Per quanto riguarda l’origine della classe dirigente – scrive Popper -, si può ricordare che Platone parla nel Politico di un’epoca anteriore anche a quella del suo stato ottimo, quando «la divinità stessa guidava [gli uomini] al pascolo e presiedeva loro, come fanno ora gli uomini, i quali ….guidano al pascolo altri generi di viventi di loro meno nobili…»”.  E aggiunge: “Non si tratta affatto di una similitudine del buon pastore; alla luce di ciò che Platone dice nelle Leggi, questo passo deve essere interpretato assolutamente alla lettera. Infatti si afferma che questa società primitiva, che è anteriore anche alla prima e ottima città, è quella dei pastori nomadi sotto un patriarca”. [iii]

“Queste tribù nomadi, egli dice – continua Popper a proposito di Platone – si insediarono nelle città del Peloponneso, specialmente a Sparta, sotto il nome di «Dori»”, artefici, come ben fa notare Popper “del soggiogamento di una popolazione sedentaria ad opera di un’orda guerriera conquistatrice”, che ha come paradigma del governante il pastore patriarcale e la cui “arte di governare è una specie di arte del mandriano”.[iv]

Questa idea patriarcal-pastorale è tipica delle popolazioni nomadi indoeuropee che conquistarono i territori dell’Europa del Neolitico, dedite all’agricoltura, ossia la vecchia Europa della Grande Madre: una civiltà megalitica vasta, complessa, sulla quale con ondate di migrazioni successive si sono sovrapposte popolazioni indoeuropee provenienti dall’Est. 

L’antropologa Marija Gimbutas la chiama la “Vecchia Europa”. I suoi abitanti, principalmente agricoltori e cacciatori, costruivano case rettangolari a più stanze e formavano centri urbani anche dell’estensione di 200 mila metri quadrati.

In questa “Vecchia Europa” non esistevano classi sociali, figure rigide di capi e macroscopiche divisioni di ruoli tra i due sessi. Si costruivano templi dedicati a divinità femminili e su tutto vegliava il mito di una Grande Madre, raffigurata come dea uccello, dea serpente e dea della fertilità.

Siamo, dunque, in presenza di una società matriarcale, sulla quale gli indoeuropei, pastori-guerrieri si sovrapposero e al posto della Dea Madre, legata alla terra, alla rigenerazione e alla rinascita, misero divinità maschili: dei della guerra e della forza, impositivi, punitivi.

E’ questa una civiltà le cui popolazioni, dopo un periodo che le ha portate a rifugiarsi in alcune enclave ridottissime, hanno ripopolato l’Europa e parte del Nord Africa; una civiltà evoluta. I monumenti megalitici, infatti, come scrive Charpentier, “rivelano una scienza che gli uomini di scienza della nostra epoca cominciano a riconoscere”.[v]

La stessa caratteristica nomade pastorale riguarda le tribù mediorientali semitiche, così che possiamo a ragion veduta affermare che è stato Abele ad uccidere Caino e non il contrario, come la storia scritta dai conquistatori ci ha voluto far credere. La psy op è antica.

Caino, infatti, è simbolicamente il rappresentante degli agricoltori, mentre Abele lo è dei pastori e non ci deve pertanto stupire che il dio-patriarca del popolo nomade dei pastori preferisca il secondo.

Ora la storia si ripete in altra forma, ma gli obiettivi sono gli stessi e la narrazione che le élite ci vogliono propinare non si discostano da quelle antiche.


[i] Karl Popper, Miseria dello storicismo, Feltrinelli

[ii] Karl R. Popper, “La società aperta e i suoi nemici”, Armando

[iii] Karl R. Popper, “La società aperta e i suoi nemici”, Armando

[iv] Karl R. Popper, “La società aperta e i suoi nemici”, Armando

[v] Louis Charpentier – Les géants et le mystère des origines – Ed. Laffont

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